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« Sembra che si ritorni al latte d'asina come alimento per la prima infanzia nel caso, in particolare, in cui il bambino sia di salute alquanto delicata. Non che il latte d'asina sia stato del tutto abbandonato ma, mentre circa 25-30 or sono, nelle città si trovavano abbastanza facilmente delle asine allevate per il loro latte con il quale si nutrivano i lattanti, si può dire che da allora questa pratica fosse, per così dire, del tutto scomparsa »
Uso cosmetico
Si narra che Cleopatra, regina dell'Antico Egitto, solesse immergersi in latte d'asina per mantenere intatta la sua avvenenza e conservare lo splendore della propria pelle. La leggenda dice che occorrevano ben 700 asine per fornirle la quantità di latte necessaria ai suoi bagni di bellezza quotidiani.
Così pare che facesse anche Poppea (v. 30-65), seconda moglie dell’ imperatore romano Nerone, come riferiva Plinio il Vecchio, descrivendo le virtù di questo latte per la pelle:
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« Si ritiene che il latte d’asina elimini le rughe dalla pelle del viso e la renda più morbida e bianca e si sa che certe donne vi si curano le gote sette volte al giorno, facendo bene attenzione a questo numero. Fu Poppea, la moglie dell’imperatore Nerone ad inaugurare questa moda, facendone uso anche per il bagno, e per questo in viaggio si portava indietro mandrie di asine »
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Paolina (1780-1825), sorella di Napoleone Bonaparte, avrebbe anch’essa utilizzato il latte d’asina per mantenere la bellezza della propria pelle.
Il latte d’asina è tuttora adoperato per produrre saponi e creme idratanti. Per gli allevatori è una fonte di reddito che viene a completare i proventi tratti dall’allevamento o dal noleggio degli asini per le escursioni.
Uso medico
Il latte d’asina veniva utilizzato un tempo in medicina. Le sue virtù terapeutiche erano note sin nell’antichità, quando i medici lo raccomandavano per curare diverse affezioni.
Il padre della medicina, Ippocrate (460 – 370 a), prescriveva il latte d’asina per numerosi mali, come problemi al fegato, edemi, sanguinamenti di naso, avvelenamenti, malattie infettive, cicatrizzazione di piaghe e febbri.
Nella sua enciclopedica "Naturalis Historia", nel libro 28 che tratta dei rimedi ricavati dagli animali, Plinio il Vecchio (23 - 79 d.C.) lo proponeva per combattere gli avvelenamenti, la febbre, la fatica, le macchie degli occhi, i denti malfermi, le rughe del viso, le ulcerazioni, l’asma ed alcuni problemi ginecologici
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« Il latte d’asina si usa anche con il gesso, la cerussa, lo zolfo e l'argento vivo e per combattere la costipazione negli stati febbrili. Lo si impiega pure come gargarismo per le ulcerazioni della gola. Preso come bevanda, è estremamente efficace per riparare lo spossamento dei malati cosiddetti atrofici, nonché contro la febbre senza mal di testa»
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« Il latte d’asina, all’interno, neutralizza i veleni e, in particolare »
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« la cenere di zoccolo d’asino applicata con latte d’asina toglie le albugini e le macchie degli occhi»
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« I denti traballanti in seguito ad un urto sono stabilizzati dal latte d'asina o dalla cenere dei denti del medesimo animale »
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« Si trattano le ulcere dello stomaco con latte d’asina e anche latte di vacca »
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« Se il seno è dolorante, si lenisce il dolore facendo bere del latte d’asina; questo latte, preso insieme al miele, è emmenagogo »
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Analogamente, il naturalista francese Buffon (1707-1788), nella sua Storia Naturale, indica i benefici del latte d’asina
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« Il latte d’asina è invece un rimedio comprovato e specifico per alcuni mali, e l’uso di questo rimedio si è tramandato dai Greci fino a noi »
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