La vacca

 

Descrizione

La mucca (Bos taurus) è una specie di mammifero appartenente alla famiglia dei Bovidi.

La vacca può anche essere chiamata mucca anche se il termine in campo zootecnico è errato. L'origine deriva da una contrazione tra il termine muggito e il termine vacca.

 

CLASSIFICAZIONE IN BASE A SESSO ED ETÀ

ETÀ

MASCHIO

FEMMINA

Da 0 a 6 mesi

Vitello

Vitella

Da 1 a 3 anni

 

Manza/giovenca

Da 1 a 4 anni

Manzo (castrato)/Toro (non castrato)

 

Da 3 anni in poi

 

Vacca/mucca

Da 4 anni in poi

Bue (castrato)/Toro (non castrato)

 

 

Anatomia

Il bovino è un ruminante ed è dotato di 3 prestomaci di origine esofagea (reticolo, rumine e omaso) e uno stomaco ghiandolare (abomaso), ognuno destinato a una specifica fase della funzione digestiva. La vacca non ha i denti incisivi superiori; infatti l'osso incisivo del cranio, non presenta gli alveoli dentali, bensì una cresta ossea rivestita da tessuto mucoso chiamato cuscinetto dentale. La conformazione fisica è quella tipica dei Bovidi: la corporatura è robusta, il corpo allungato e gli arti colonnari.

Esistono molte razze di bovini, molte selezionate dall'uomo tramite gli incroci di vari esemplari, che si distinguono per dimensioni medie, colorazione del mantello, presenza e conformazione delle corna ecc. Le razze più diffuse sono quelle dal manto pezzato (bianche e nere chiamate frisone) e dalle corna di media lunghezza lunghe mediamente 20-30 cm. Queste razze di solito hanno un peso di 650-700 kg per le vacche, 1200-1300 kg per i tori. Ci sono poi razze come le Longhorn inglesi, che, come suggerisce il nome, hanno corna di dimensioni eccezionali, lunghe anche 1 metro. Le razze più grandi sono l'italiana Chianina e la francese Bionda d'Aquitania con altezze al garrese (groppa) fino a 185 cm. I tori di queste razze possono raggiungere i 1700 kg di peso.

Le principali razze bovine sono state migliorate geneticamente nel tempo e sono diventate via sempre più specializzate.

 

Allevamento

I bovini vengono allevati soprattutto allo scopo di produrre carne e latte.

La vacca viene allevata per il latte che viene usato molto nell'alimentazione sia come bevanda sia come materia prima da cui ricavare formaggio, panna, burro, ecc.

I vitelli vengono allevati principalmente per la carne, solo una parte viene infatti lasciata crescere per destinarla alla riproduzione.

I bovini non vengono solamente usati per la produzione lattifera o per la loro carne, infatti prima della meccanizzazione agricola (e dunque ancora oggi in molte aree del mondo) i buoi, essendo forti come i tori ma molto più mansueti per via della loro castrazione, erano molto impiegati anche come forza motrice per macchine agricole e mezzi di trasporto.

Dal letame o liquami si possono ottenere inoltre molti macroelementi e microelementi per la coltivazione dei terreni agricoli, come l’azoto, utile per la crescita delle piante.

Da notare che oggi l'allevamento dei bovini è, non senza motivo, messo sotto accusa per l'effetto serra: la digestione del bovino (e dei ruminanti in generale)  produce metano, gas a effetto serra; secondo alcuni studi recenti vi sarebbe la possibilità di ridurlo, modulando la carica batterica del tubo digerente da cui verrebbe ridotta la componente metanogena.

 

Mungitura

La raccolta del latte avviene a mano oppure nella stalla tramite automezzi con cisterna coibentata e refrigerata giornalmente oppure ogni due giorni. Dopo la mungitura la catena del freddo deve continuare in tutte le fasi successive.

La mungitura è l'operazione con la quale si ricava il latte dalle mucche ed è uno dei momenti cruciali per l'igiene del latte crudo. Viene effettuata diverse volte durante la giornata, ad intervalli costanti. Mentre un tempo questa operazione veniva effettuata a mano oggi si tende ad utilizzare macchine mungitrici munite di guaine. Il lavaggio, asciugatura e disinfezione delle mammelle, le tecniche di lavaggio e disinfezione dell'attrezzatura, l'immediato raffreddamento del latte all'uscita della mammella, sono i presupposti fondamentali per ottenere un latte che risponda agli stretti parametri imposti dalle leggi comunitarie.

 

Mungitura automatizzata alla posta

Le femmine (comunemente dette manze) vengono generalmente fecondate a 15 mesi e a 2 anni, dopo nove mesi di gravidanza, nasce il primo vitello e inizia la prima lattazione (produzione di latte) che dura circa 10 mesi. A tre mesi dal parto circa vengono fecondate, dopo altri sette sono messe in asciutta per ricostuire riserve corporee); dopo altri due mesi avviene il parto successivo. Si punta ad avere un vitello l'anno, una lattazione di 305 giorni con una asciutta di 60 giorni circa.

La mungitura viene eseguita con la mungitrice meccanica e a seconda del tipo di stabulazione può essere alla posta, cioè senza far muovere gli animali; oppure nella sala mungitura, detta anche mungitura a giostra, di cui sono dotati gli allevamenti più grandi. Cominciano ad avere una certa diffusione i robot di mungitura; le bovine in lattazione vi accedono spontaneamente più volte durante la giornata e vengono munte automaticamente; la diffusione è limitata dall'alto costo degli impianti (dell'ordine di diverse centinaia di migliaia di euro) che li rende economici solo per stalle di dimensioni consistenti (circa un centinaio di bovine in lattazione).

Il quantitativo di latte prodotto giornalmente da ogni singola vacca varia a seconda dello stadio e del numero di lattazione. Una vacca alla sua prima lattazione produrrà una quantità inferiore di latte rispetto a una alla sua terza. Questo incremento di produzione si avrà fino alla sua sesta o settima lattazione, momento alla fine del quale la vacca verrà scartata per l'età che avrà ormai raggiunto. Inoltre, nella singola lattazione, il picco viene raggiunto dopo una trentina di giorni e mantenuto per qualche mese dopo di che la produzione lentamente si riduce; se non avvenisse un nuovo ciclo di fecondazione gravidanza parto si ridurrebbe a quantitativi giornalieri antieconomici. La produzione media di una vacca di razza da carne arriva a un picco di una decina di litri; alcune campionesse di razze specializzate arrivano anche a 60 - 70 litri al giorno superando i 200 quintali nei 305 giorni di lattazione media. Nelle comuni stalle italiane si parte dai 50 - 60 quintali anno per bovina, per arrivare ai 100 in quelle specializzate e oltre i 120 in quelle al top come per le frisone più produttive. Alla nascita il vitello deve assumere il colostro dalla madre, (tassativamente alcuni litri nelle prime 24/36 ore per ricavarne gli anticorpi di cui nasce sostanzialmente privo). Appena ha partorito la vacca non produce infatti latte, bensì colostro, un liquido con caratteristiche simili al latte, indispensabili per proteggere il piccolo dalle malattie principali fino a quando non sarà in grado di produrli da solo. Dopo una settimana circa, il latte diventa idoneo all'uso umano (consumo e caseario). Una volta scolostrato, il vitello sarà alimentato con latte artificiale, poi successivamente verrà svezzato.

 

Fonte: wikipedia.org

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